New mail address

nov
23

Mi sono fatto un account con GMAIL.

Non c’è che dire, ho ceduto alle pressioni di chi me lo consigliava, ed effettivamente per quel poco che ho potuto provare devo dire che è un buon servizio. Non per nulla è un servizio offerto da Google, insomma…

Ho dovuto litigare un po’ per trovare un nominativo che fosse soddisfacente, in quando andrea.grechi e grechi.andrea erano già occupati, mentre  gli indirizzi tra quelli che mi suggerivano erano da mettersi le mani nei capelli (il meno peggio? ndrgrch@gmail… Parliamone…)

Il mio nuovo indirizzo è dunque andrea.gregorio.grechi AT gmail.com

Inutile dire che manterrò quello di hotmail, mentre decido che farmene dell’uno dell’altro, se utilizzarli parallelamente, se dedicare uno ad un certo tipo di comunicazioni e l’altro a tutt’altro, o cos’altro ancora.

Chi vivrà, vedrà. Intanto, chi passa da questa pagina e ha GMAIL, mi aggiunga così da rendere più fattibili e veloci le nostre comunicazioni. Sempre (ovviamente) che vogliate comunicare con me.

Gregorio l’Infortunato

nov
23

In seguito al restyling del blog ho trovato l’occasione per cambiare anche l’intestazione. Oddio, ad essere sinceri avrei preferito di gran lunga un’occasione migliore da celebrare con un cambio nome al blog…

Come recita infatti il mio nuovo titolo mi sono acciaccato pesantemente, difatti.

Mercoledì scorso stavo girando ahimè col motorino del mio incolpevole coinquilino, quando una macchina ha pensato bellamente di stendermi.

La dinamica l’ho spiegata migliaia di volte in questi giorni, e altrettante volte dovrò ripeterla nei prossimi: ad un incrocio con una svolta a sinistra io sono andato dritto lungo la strada principale, mentre la macchina alla mia sinistra, con la freccia inserita ed in procinto di svoltare da quella parte, ha pensato bene di allargare la curva, invadendo la mia corsia e sbilanciando la mia corsa. Risultato: io sono crollato a terra rovinosamente. Lui/lei ha proseguito candidamente per la sua strada.

Effetti della caduta:dscn2667

Dal referto medico: Rottura dello Scafoide sx e Distorsione della caviglia dx.

Tempo stimato prima di un recupero completo: 60 gg.

Nei primi giorni la situazione era a dir poco orrenda: non riuscivo a camminare, dovevo saltellare in giro per la casa, ed ogni mio movimento era incredibilmente goffo e sgraziato. Adesso non che la situazione sia tanto meglio, ma quantomeno riesco già ad appoggiare almeno parzialmente il peso sulla gamba infortunata. Per il braccio non c’è proprio niente da fare: quelle sono le tempistiche, e prima di 40 giorni non me lo toglieranno, questo maledetto gesso che inizia già a riempirsi di scritte e di insulti.

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La speranza è che non debba addirittura subire un’operazione per farmi inserire una vite all’interno del polso. In una decina di giorni ho una visita, dopo la quale saprò di più circa il futuro della mia mano…

Non tutto è perduto, comunque… Ecco una serie di cose che, nonostante il gesso, posso ancora fare:

40

OK

401

Richiedere un contatto telefonico

39

Decidere la sorte dei gladiatori nell’arena

391

Ballare ai concerti Rock

38

Esultare come Totti

381

Esultare come Toni

382

Fare la trombetta

37

Dire “Eccellente…” alla Mr. Burns

Ultimo, ma non per importanza, il motivo per cui maggiormente mi sono incendiato per l’accaduto: un danno al Mac. Non esagerato, visto il volo… Ma pur sempre un danno…  Maledizione!

dscn2665

Qualcuno verrà nominato più volte nelle mie “preghiere”. Preghiere Vodoo, chiaramente.

E il naufragar m’è dolce in questo Web

nov
13

a-panda-piace-naufragare

Disappunto

nov
13

whitelies10nov

Che palle!

Non rimane che andare a Milano il 23 novembre a sentire i Gossip, per tirarsi su il morale.

Fritto Misto - vol. 1-

nov
11

Mi sono accorto che nell’ultimo post non ho citato/insultato neanche una sola piccola volta il Soave.

Non vorrei mai che si offendesse, quindi vado a recuperare immediatamente.

Ecco la testimonianza, quindi, che alcune pizzerie si ispirano dichiaratamente al buon Marchetto per la scelta dei nomi da dare alle loro pizze più fantasiose (verosimilmente quelle che non sono buone oppure che costano una miseria).

pizza-soave

Nell’ordine le tre pizze sono dedicate a: Soave, Gregorio, Albino.

♠ ♣ ♥ ♦

E’ più forte di me, non posso non parlare di Paolino, un uomo un perché, l’animale da conquista più imbarazzante ma efficace che io abbia mai visto in azione. Ieri questo intrepido giovine da Schio ha sfoderato una performance degna di non essere dimenticata.

Dopo aver addocchiato un tavolo con 4 ragazze e 1 uomo seduti al bar, ha preparato un cartello di cartone, su cui ha scritto una frase sintetica ma elegante e al tempo stesso raffinata: “VI SBOMBO TUTTE (tranne la tipa con gli occhiali)” . La tipa con gli occhiali non era certamente una Musa…

Dopo di che si è posizionato fuori dal bar, in corrispondenza della finestra che dava proprio sul tavolo in questione, e ha mostrato spavaldo il cartello alle dirette interessate le quali, colpite, hanno voluto conoscere il Play Boy scambiando un numero di telefono per quel bizzarro cartello.

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Paolino: un’eroe contemporaneo

Scene di (extra)ordinaria tristezza

nov
11

Questa mattina sono passato dalla banca per fare un paio di operazioni, e arrivato di fronte alla porta principale mi sono ritrovato di fronte a questa scena:

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Dal quotidiano locale, L’Adige, riporto quest’articolo:

La furia degli anarchici Trento presa d’assalto

TRENTO - Un botto fortissimo pochi minuti prima delle 18. Un grosso petardo che ha fatto sobbalzare la gente ed esultare i manifestanti, coprendo il rumore della mazzata che ha distrutto il bancomat della rurale di via Belenzani. Questo è stato l’ultimo e più grave danneggiamento alle banche che gli anarchici hanno trovato sulla loro strada, nella manifestazione di ieri pomeriggio. Sotto gli occhi di cittadini in parte incuriositi dal corteo, ma soprattutto indifferenti alla protesta, il gruppo ha lasciato segni inequivocabili del proprio passaggio, con vernice rossa e rosa contro gli istituti bancari, bancomat e telecamere di sicurezza, muri imbrattati con lo spray nero e scritte a grandi caratteri, offese dirette a politici di ogni schieramento, al capo della squadra mobile e anche al questore.
Il giorno dopo lo sgombero all’ex asilo di via Manzoni, con diciassette incappucciati che si erano asserragliati sul tetto dopo aver sfondato a picconate il muro all’ingresso, il corteo anarchico contro i fogli di via e a favore di ogni occupazione non è riuscito ad attirare l’attenzione dei cittadini. Eppure c’erano ben 180 anarchici in piazza Duomo alle 14.30, ora prevista per l’inizio della manifestazione, gente arrivata da Torino, Bologna, Verona, Belluno, Padova e solo in minima parte da Trento e Rovereto. C’erano anche i 23 muniti di foglio di via emesso in occasione della ultima occupazione e di azioni avvenute nelle settimane successive, e c’erano anche gli altri destinatari di fogli di via notificati nelle ultime ore. La manifestazione si è aperta con la voce di Massimo Passamani, capo storico degli anarchici roveretani. «Il foglio di via ricorda il confino del ventennio - ha detto - è una misura fortemente restrittiva che rivela l’intento intimidatorio e vendicativo delle istituzioni». Poi altri affondi alla polizia. «La colpa del traffico bloccato non è di chi ha occupato l’ex asilo, perché chi sta sopra un tetto non può fermare le auto. La colpa è della polizia» ha detto al microfono Passamani, davanti ad un centinaio di carabinieri e poliziotti, in borghese ed in divisa. C’era anche il questore Angelo Caldarola in strada, per seguire le fasi della manifestazione.
Il corteo si è mosso da piazza Duomo verso le 15 e per tre ore ha attraversato le vie del centro secondo un tragitto prestabilito. Subito le avvisaglie di quello che sarebbe accaduto lungo il percorso: cartelli affissi ovunque, cori contro polizia, politici, giornalisti, vernice spray sui muri. Alla prima banca incrociata, in via Oss Mazzurana, è scattato il raid. In tutto una dozzina di istituti di credito sono stati danneggiati ai bancomat ed alle telecamere di videosorveglianza con abbondante vernice, fra via Oss Mazzurana, via Manci, via San Pietro, largo Carducci, via Galilei mentre il corteo incedeva tra fumogeni colorati, musica e slogan.
Non sono state toccate le vetrine dei negozi, ma i palazzi storici purtroppo sì. E così anche il castello del Buonconsiglio è stato sfregiato con un segno anarchico; scritte a grossi caratteri pure alla sede dell’Unicredit in via Galilei, palazzo Trautmansdorf in piazza Clesio - davanti a cui era parcheggiata la Fiat Panda della polizia locale che è stata completamente coperta da vernice e ingiurie - la sede della Lega in via Torre Verde, con due finestre rotte e la bandiera sporcata con vernice. In via Belenzani, l’ultima via percorsa dai manifestanti, l’offesa alla città ha raggiunto il culmine: gli anarchici hanno imbrattato Torre Mirana, palazzo Thun che è sede del consiglio comunale, il Rettorato, i palazzi vicini. E il bancomat non solo rovinato con vernice, ma distrutto da un colpo di mazza che ha fatto saltare le lamiere a protezione dell’apparecchio. Difficile, a quel punto, che i cittadini potessero manifestare solidarietà ad un gruppo che ha lasciato dietro a sé solo danni che, seppur non permanenti, richiedono l’intervento di specialisti con costi elevati alla comunità.
«Il problema sono gli anarchici che vengono da fuori: spaccano, danno fastidio perché a loro non interessa la nostra città. Noi per ora ingoiamo questa situazione al limite ma va bene così - commentava ieri il questore Angelo Caldarola - È una questione di costi-benefici: preferisco un imbrattamento ad un ferito. Ora non è il caso di mostrare i muscoli, perché i conti si fanno alla fine».

Www.ladige.it

Ora detto questo io mi domando: sono assolutamente d’accordo con la libertà d’espressione, col diritto di manifestazione e con la libera possibilità di chiunque di esprimere il proprio pensiero. Ma queste libertà devono essere subordinate all’ordine locale, alla libertà di tutti i cittadini di poter vedere rispettata la loro città, alla libertà di vecchi e bambini di passeggiare per le strade senza per questo venire coinvolti in lanci di oggetti o guerriglia urbana. E non venitemi a dire che questo non succede, perché è già successo. Perché tirare mazzate ai bancomat o far saltare vetrine degli istituti bancari non sono di certo forme di protesta civili. Non sono di certo LIBERTA’ DI ESPRESSIONE bensì una chiara ed evidente espressione di IGNORANZA ed INCIVILTA’.
La stessa logica del “Non sono d’accordo? Te lo dico con un pugno!”
Beh, complimenti, allora. A questa gente, a chi compie questi atti, a chi sfregia mura di palazzi storici (ma non solo storici: se casa mia è stata appena costruita, non è quindi un edificio storico, mi fa ugualmente girare le palle se mi ci trovo un’effige anarchica, tanto quanto una svastica, una firma, un murales o qualunque slogan con le vernici spray! Non sarà un danno al “patrimonio comune”, ma che si imbrattino casa loro, se proprio hanno tutta questa vena artistica da esprimere!) e azioni del genere, non vedo come non sia OVVIO rispondere con misure restrittive. Quindi divieto di manifestare a viso coperto, e ogni qualunque misura possa servire a tutelare città e cittadini da ipotetici atti vandalici di parte dei manifestanti.
Perché un manifestazione può essere anche civile, non deve sfociare per forza in atti di violenza, degrado e distruzione. C’è chi punta il dito contro queste misure, che a suo dire sono “severe, costrittive, e immorali”. Beh, evidentemente se c’è la necessità di ricorrere a questo genere di azioni o misure, vuol dire che una qualche motivazione ci sarà.

I ♥ Ubuntu

nov
6

Sono e resto un convinto sostenitore di Apple.

Ma di sicuro non posso non apprezzare il futuro restyling di Ubuntu, soprattutto da quando ho avuto modo di vedere alcuni “candidati” a diventare il Nuovo Logo.

Com’è come non è, si finisce sempre ad insultare il Soave

nov
4

Non avendo un argomento interessante a cui dedicare un intero post, eccomi a fornire qualche aggiornamento su quel che mi succede o mi è successo negli ultimi giorni.

Ho finito la campagna come Promoter per la Siemens al centro commerciale Galassia a San Giovanni. 4 giornate a ripetere “No, signora, questo modello non ha la segreteria“, oppure “Quì c’è il vivavoce, ma non l’identificativo sul numero chiamante“. Non c’è che dire: esistono lavori più stimolanti, o almeno prodotti più stimolanti da promuovere. Un esempio? I Mac.

Diavolo, c’era un Apple point spesso sguarnito di promoter, e mi sono ritrovato a dare informazioni alla gente sui vari iMac, sui Macbook pro e su l’Air. Cavolo, quello dovrei fare! Più che altro per una questione di passione, mi ritrovo a saperne molto di più di qualche ragazzotto che viene mandato lì dopo essere stato informato tramite brochure o volantini sulle caratteristiche di questo o quel Mac. Un po’ come il sottoscritto con i telefonini. Solo che su un cordless, cosa mai vuoi che ci sia da sapere-dire? Ben poco… Un computer se non lo usi è difficile che tu lo sappia usare al 100% delle sue caratteristiche-funzionalità. Risultato? Devo mandare una mail alla Apple e candidarmi. Magari potrebbero rispondermi “Salve, accettiamo di buon grado la sua candidatura, la assumiamo come promoter e le regaliamo pure un iPhone!” :D

A Trento comincia ad arrivare il freddo, e il Soave sta già scalpitando. Freddo -> Neve -> Snow -> Soave con lividi molto presto (hai una certa età, Nerchiave, capiscilo!). Ad ogni modo, quest’anno sono deciso a provare pure io il passaggio alla tavola. Il che porterà anche me a riempirmi di botte, lividazzi e chissà cos’altro… Per prima cosa mi farò insegnare come cadere, in caso!

Con l’università si procede: consegnata la relazione di SDTS (Sistemi e Dispositivi per le Trasmissioni Satellitari, un esame col nome più lungo del corso stesso), attendo gli esiti che non arriveranno a breve. Come mai? Forse perché il professore non risponde MAI alle mai, a detta sua perché “la sua mail mi è finita nello SPAM“. Rincuora sapere che una relazione su cui ho lavorato un mese possa finire tra lo SPAM del prof a cui la devo consegnare.

Intanto si procede con un altro progetto: questo giro sono alle prese con Dispositivi per le Comunicazioni Mobili, e la mia postazione è in uno stanzino in una periferia di Povo (…) dove devo armeggiare al computer facendo partire simulazioni e scrivendo dei Report per ogni minima cosa che vado a testare.  Detta così sembra orrenda, in realtà non è male come esperienza. L’unica difficoltà è alzarmi alla mattina per venire su di buon’ora e poterci dedicare tempo a sufficienza.

In tutto questo non manca di sicuro il tempo per qualche stronzata, come ad esempio la realizzazione di questo favoloso PUNTATORE per decorare opportunamente la GIACCA A PIXEL del Soave.

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Lui sostiene il contrario, ma questa giacca per me ha un tema che si ispira clamorosamente ad un tema di Windows.

Questo genere di post in cui racconto un po’ in generale aggiornamenti dalla mia vita mi da sempre un problema: la scelta del titolo.

Che diavolo metto? “Aggiornamenti”? “Novità”? Tutte brutte idee. Quindi d’ora in avanti adotterò uno standard, per quanto brutto, in grado di togliere le castagne dal fuoco quando sono a corto di inventiva per un post generico tipo questo. Ci penserò e dalla prossima volta lo inizierò ad adottare.

Nota di Servizio:

Sto utilizzando LyX, un word processor visuale che fa uso del LATEX per formattare documenti.

Tra le varie caratteristiche ci sono gli Ambienti, tramite i quali si può operare con Sezioni, Sottosezioni, Sottosottosezioni. Chissà perché ma quando ho letto nel Tutorial queste cose mi è venuto in mente il Soave.

Me llaman el desaparecido

ott
27

Per qualche settimana mi sono perso senza più scrivere nulla. Troppo poco tempo in internet perché mi venisse l’ispirazione per scrivere qualcosa.

Diventa sempre più indispensabile un telefono con una connessione ad internet, per poter gestire al meglio questo blog, anche quando sono distante da una rete wireless. Mannaggia agli iPhone e a quanto stracazzo costano. A proposito di Apple, brutto l’Apple Center a Monaco di Baviera… Piccolo soprattutto….

Un piccolo aggiornamento di quel che mi accade: oggi ho fatto la prima lezione di Thai Boxe (della serie “come pagare 35€ al mese per farsi dare pugni”).

Il tipo è uno che quando insegna è sempre incazzato, piccolo ma spesso, uno che colloco nella Top Three delle persone con cui non vorrei mai fare a pugni.

Bene, dopo questa prima falcidiante lezione, la sensazione fisica è più o meno questa:

addominale

Thanks to Eriadan

Monaco - Visita all’HB… ehm al DLR

ott
20

Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale.

ALBINO:
Arriva in coma alla stazione dopo una serata precedente da far girare la testa. Gli sbuffi prima di salire sull’autobus sembrano dire all’unisono “Havana e Cola”.
Non ce la fa a prendere sonno sull’autobus per tutto il viaggio dell’andata, e si intrattiene per decine e decine di minuti interrogando Sacchi, con un atteggiamento misto tra l’interessato e l’accomodante, su telefilm, calcio, cultura generale, cinema e svariate altre digressioni.
Micidiale il suo repentino cambio di impressione sul film appena guardato, da vero professionista della virata.
Albino: “Che boiata sto film
Soave: “Ma se l’hai scelto tu?
Albino: “Beh, effettivamente non è male“.

All’HB da il meglio di sé. I canti del Trento non sono mai stati intonati con tanto ardore in quel di Monaco di Baviera, ma questo non è ancora niente. Meritano infatti una menzione particolare alcune uscite, quali “Io non bevo col Denny“, “Il premio merda qui l’ha vinto Soave, come sempre. A priori” e le varie occasioni in cui andava per l’HB incitando Gregorio e Jack ad insultarsi reciprocamente.
Si ritrova delle scarpe sul letto, quelle stesse scarpe che causeranno la mattina successiva la simpatica Gag di Cristian. “Le mie scarpeeeeeeeeeeeee!
A colazione, ancora non sazio di calzate, saluta un compagno di corso africano premurandosi di chiedergli informazioni riguardo le condizioni di quest’ultimo dopo la sera precedente; peccato che per farlo usi le parole “Come sta la scimmia?“, sicuramente non le più felici o indicate.
Ricordiamo ancora la litigata con la cameriera dell’hotel, rea di avergli impedito l’accesso alla spremuta d’arancia.
Ipse dixit:
Sacchi: “E ricordate che eventuali danni all’hotel li paga il Reo
Albi: “REO! Dove sei?

A: “Auf Wiedersehen, meine deutsche Freundin” (Ad Unna cassiera Chinese)
C: “Io non sono tedesca, sono cinese!” (in tedesco)
A: “Eh, se vede!

Mai sazio. 9.

GARDU:
Parte aggressivo, sull’autobus, con il vino rosso da tavola Lorenzo Bruzzone, quasi a far capire che lui sì, ha intenzioni bellicose. Arrivati a Monaco, però, fa perdere le sue tracce. Cena in albergo, si sbronza nel baretto lì sotto, sta male e termina la serata. Il giorno dopo segue diligentemente tutta la giornata con attenzione innaturale; non dubitiamo che però la sua mente fosse all’HB, così vicina, così a portata, ma solamente sfiorata con il pensiero.
Sottotono. 5.

CONA:
Pochi spunti per lui, ma decisivi. Basti ricordare che è il Cona l’inventore del motto “L’è mia estateeeeee!“, vero tormentone della gita.
E’ lui a spronare gli altri affinché non cenino, all’HB. Lui ancora ad ordinare un altro giro di boccali, poi un altro, poi un altro.
Indomito alcolista. 7/8

GREGORIO:
Dorme come un bambino per tutto il viaggio dell’andata, dovendo recuperare gli sforzi della serata precedente e del “dritto” che lo ha portato alla partenza quasi senza toccare il letto.
Si accende non appena la conversazione con Sacchi verte sul tema “Sampdoria”, tema evidentemente a lui caro.
Raggiunge il gruppo all’HB solo in serata, e cerca subito di recuperare lo svantaggio accumulato e il tempo perso.
Inizia una personale diatriba col Jack a suon di canti e di insulti, che termina presto in una sfida all’ultimo sorso. Vincitore, non porge la mano allo sconfitto, meritandosi l’acclamazione popolare, e dimostrando di essere Indelicato anche di fatto, non solo di nome.
Alla richiesta di un’ulteriore sfida, reagisce lapidario: “Paganini non replica“.
Agli ulteriori insulti del Jack appena dopo la sfida, risponde con stile ed eleganza come solo un sangue blu sa fare: “ZITTO EBREO ZITTO

Conclude la serata molto provato, cosa che penalizza non poco la sua votazione, oltre a influire pesantemente sull’attenzione del giorno dopo, durante la visita guidata.

Ipse Dixit:
Voglio dare un consiglio al Denni: “Denni, salvati: non essere più amico del jack

Resta qui con noi, il Denni è sera ormai

Rivolgendosi a Paolo Fumanelli: “La mia stima nei tuoi confronti, è pari solo alla mia NON stima nei confronti del Jack

Senza Rispetto. 7+

DENNY:
Sull’autobus si esprime a colpi di bondola, salame e prosciutto cotto. Arrivati in albergo il suo unico pensiero è “BIRRA”. Svariate ore dopo è ancora al tavolo dell’HB, a sorseggiare boccali da litro, senza vacillare troppo. Soltanto il suo partecipare a qualche coro contro il Jack lascia trasparire il suo stato provato ed alterato dall’alcol.
Imperturbabile. 6,5.

WEBBY:
Nelle situazioni incasinate si trova a suo agio e si esalta. Costretto a 5 ore di viaggio seduto, non appena ha modo di scattare fuori dal bus si libera della cintura (quale???) come una gazzella e fugge nelle praterie delle aree di sosta.
Ma per trovarlo pienamente a suo agio, neanche a dirlo, bisogna attendere di arrivare all’HB. Qui il Webby da sfogo a tutto il suo estro, saltando come un pazzo, parlando in falsetto, collezionando estri in bagno e fuori, smarrendo giacche e chi più ne ha più ne metta.
Il giorno dopo, senza un abbigliamento adeguato ad affrontare la neve, paga lo scotto della festa del giorno precedente.
Ghiacciato. 7.

JACK:
Da buon samaritano (la matrice Ebraica in lui è fortissima), divide il pane con gli affamati (Gregorio) e da da bere agli assetati. Peccato che la sua birra al sale e pepe non la voglia praticamente nessuno. Che nobile gesto sprecato! Si guadagna lo stesso un posto in paradiso, per la stoica pazienza con cui sopporta a capo chino insulti, cori e scherzi da prete da parte più o meno di tutti.
Prova a ripiegare sulle offese, incalzando a più riprese il Greg e criticandolo per la fede calcistica, goal united, la scelta della macchina fotografica, e ricevendo, come risposta, solo e sempre insulti a ripetizione.
Per riscattarsi decide di sfidarlo in una gara di birra, un confronto impari che lo vede però uscire sconfitto in malo modo.
Mazziato. 4.

BENNY:
Nel viaggio d’andata si siede di fianco al Jack. Questo non può non essere tenuto in considerazione nel giudizio finale. Il suo asso nella manica: la macchina fotografica, con cui immortala scene di ogni tipo, dall’assalto alla ragazza dei Pretzel, alle espressioni insolitamente piegate dalla birra di taluni colleghi che mai avremmo pensato fossero dediti all’alcolismo.
Oliviero Toscani. 6,5.

SOAVE:
Si impossessa abilmente della macchina fotografica del Greg nei momenti di défaillance di quest’ultimo, ed immortala scene che hanno reso irripetibile la vacanza.
Meriterebbe un premio solo per questo, purtroppo la sua avventura non si ferma a questo.
Beve senza ritegno, rimane vittima di un delirio di onnipotenza quando mette mano sulla macchinetta, insulta gratuitamente il Tonina, sottoponendolo ad un interrogatorio compromettente, inneggia alcuni cori del Trento e viene immediatamente ripreso e zittito dall’Albino, lapidario.
Finisce la serata in camera sua, accanto alla stanza di Sacchi, dove è co-protagonista di schiamazzi notturni e rumori molesti fino a tarda notte.
Ipse dixit:
Tonina sei noioso
Tonina ti sei mai drogato in vita tua?
C’è un Ivano che vuole sapere…
Irrecuperabile. 6/7

TRASH:
Per tutta la vacanza si pone come paladino della complicazione linguistica, al suono delle sue perifrasi con “diversamente” prima di qualunque aggettivo. E’ in grado di insultare senza accorgersene qualunque persona si trovi incautamente a portata, soprattutto se provvista di pettinature eccentriche.
All’HB si fossilizza sulla lingua francese, tentando disperatamente l’approccio con una ragazza nordica. Memorabile la conversazione di mezz’ora con il “Gentil signore della macchinetta delle sigarette”, un nobiluomo teutonico, col suo spiccato accento bavarese, e con rare inflessioni che tradivano le sue origini probabilmente scandinave. La conversazione tutta incentrata sul basso ventre è un raro esempio di come la cavalleria ancora esista da qualche parte, benché nascosta e dissimulata bene. Molto bene, nel caso in questione.
Al DLR fa una cosa sola degna di nota, ma la fa molto bene: si attarda qualche minuto al bagno e rimane chiuso dentro una specie di bunker, con recinti, filo spinato, telecamere e cecchini pronti a sparare a vista.
Principe delle cazzate. 9.