Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale.
ALBINO:
Arriva in coma alla stazione dopo una serata precedente da far girare la testa. Gli sbuffi prima di salire sull’autobus sembrano dire all’unisono “Havana e Cola”.
Non ce la fa a prendere sonno sull’autobus per tutto il viaggio dell’andata, e si intrattiene per decine e decine di minuti interrogando Sacchi, con un atteggiamento misto tra l’interessato e l’accomodante, su telefilm, calcio, cultura generale, cinema e svariate altre digressioni.
Micidiale il suo repentino cambio di impressione sul film appena guardato, da vero professionista della virata.
Albino: “Che boiata sto film”
Soave: “Ma se l’hai scelto tu?”
Albino: “Beh, effettivamente non è male“.
All’HB da il meglio di sé. I canti del Trento non sono mai stati intonati con tanto ardore in quel di Monaco di Baviera, ma questo non è ancora niente. Meritano infatti una menzione particolare alcune uscite, quali “Io non bevo col Denny“, “Il premio merda qui l’ha vinto Soave, come sempre. A priori” e le varie occasioni in cui andava per l’HB incitando Gregorio e Jack ad insultarsi reciprocamente.
Si ritrova delle scarpe sul letto, quelle stesse scarpe che causeranno la mattina successiva la simpatica Gag di Cristian. “Le mie scarpeeeeeeeeeeeee!”
A colazione, ancora non sazio di calzate, saluta un compagno di corso africano premurandosi di chiedergli informazioni riguardo le condizioni di quest’ultimo dopo la sera precedente; peccato che per farlo usi le parole “Come sta la scimmia?“, sicuramente non le più felici o indicate.
Ricordiamo ancora la litigata con la cameriera dell’hotel, rea di avergli impedito l’accesso alla spremuta d’arancia.
Ipse dixit:
Sacchi: “E ricordate che eventuali danni all’hotel li paga il Reo”
Albi: “REO! Dove sei?”
A: “Auf Wiedersehen, meine deutsche Freundin” (Ad Unna cassiera Chinese)
C: “Io non sono tedesca, sono cinese!” (in tedesco)
A: “Eh, se vede!”
Mai sazio. 9.
GARDU:
Parte aggressivo, sull’autobus, con il vino rosso da tavola Lorenzo Bruzzone, quasi a far capire che lui sì, ha intenzioni bellicose. Arrivati a Monaco, però, fa perdere le sue tracce. Cena in albergo, si sbronza nel baretto lì sotto, sta male e termina la serata. Il giorno dopo segue diligentemente tutta la giornata con attenzione innaturale; non dubitiamo che però la sua mente fosse all’HB, così vicina, così a portata, ma solamente sfiorata con il pensiero.
Sottotono. 5.
CONA:
Pochi spunti per lui, ma decisivi. Basti ricordare che è il Cona l’inventore del motto “L’è mia estateeeeee!“, vero tormentone della gita.
E’ lui a spronare gli altri affinché non cenino, all’HB. Lui ancora ad ordinare un altro giro di boccali, poi un altro, poi un altro.
Indomito alcolista. 7/8
GREGORIO:
Dorme come un bambino per tutto il viaggio dell’andata, dovendo recuperare gli sforzi della serata precedente e del “dritto” che lo ha portato alla partenza quasi senza toccare il letto.
Si accende non appena la conversazione con Sacchi verte sul tema “Sampdoria”, tema evidentemente a lui caro.
Raggiunge il gruppo all’HB solo in serata, e cerca subito di recuperare lo svantaggio accumulato e il tempo perso.
Inizia una personale diatriba col Jack a suon di canti e di insulti, che termina presto in una sfida all’ultimo sorso. Vincitore, non porge la mano allo sconfitto, meritandosi l’acclamazione popolare, e dimostrando di essere Indelicato anche di fatto, non solo di nome.
Alla richiesta di un’ulteriore sfida, reagisce lapidario: “Paganini non replica“.
Agli ulteriori insulti del Jack appena dopo la sfida, risponde con stile ed eleganza come solo un sangue blu sa fare: “ZITTO EBREO ZITTO”
Conclude la serata molto provato, cosa che penalizza non poco la sua votazione, oltre a influire pesantemente sull’attenzione del giorno dopo, durante la visita guidata.
Ipse Dixit:
“Voglio dare un consiglio al Denni: “Denni, salvati: non essere più amico del jack”
“Resta qui con noi, il Denni è sera ormai”
Rivolgendosi a Paolo Fumanelli: “La mia stima nei tuoi confronti, è pari solo alla mia NON stima nei confronti del Jack”
Senza Rispetto. 7+
DENNY:
Sull’autobus si esprime a colpi di bondola, salame e prosciutto cotto. Arrivati in albergo il suo unico pensiero è “BIRRA”. Svariate ore dopo è ancora al tavolo dell’HB, a sorseggiare boccali da litro, senza vacillare troppo. Soltanto il suo partecipare a qualche coro contro il Jack lascia trasparire il suo stato provato ed alterato dall’alcol.
Imperturbabile. 6,5.
WEBBY:
Nelle situazioni incasinate si trova a suo agio e si esalta. Costretto a 5 ore di viaggio seduto, non appena ha modo di scattare fuori dal bus si libera della cintura (quale???) come una gazzella e fugge nelle praterie delle aree di sosta.
Ma per trovarlo pienamente a suo agio, neanche a dirlo, bisogna attendere di arrivare all’HB. Qui il Webby da sfogo a tutto il suo estro, saltando come un pazzo, parlando in falsetto, collezionando estri in bagno e fuori, smarrendo giacche e chi più ne ha più ne metta.
Il giorno dopo, senza un abbigliamento adeguato ad affrontare la neve, paga lo scotto della festa del giorno precedente.
Ghiacciato. 7.
JACK:
Da buon samaritano (la matrice Ebraica in lui è fortissima), divide il pane con gli affamati (Gregorio) e da da bere agli assetati. Peccato che la sua birra al sale e pepe non la voglia praticamente nessuno. Che nobile gesto sprecato! Si guadagna lo stesso un posto in paradiso, per la stoica pazienza con cui sopporta a capo chino insulti, cori e scherzi da prete da parte più o meno di tutti.
Prova a ripiegare sulle offese, incalzando a più riprese il Greg e criticandolo per la fede calcistica, goal united, la scelta della macchina fotografica, e ricevendo, come risposta, solo e sempre insulti a ripetizione.
Per riscattarsi decide di sfidarlo in una gara di birra, un confronto impari che lo vede però uscire sconfitto in malo modo.
Mazziato. 4.
BENNY:
Nel viaggio d’andata si siede di fianco al Jack. Questo non può non essere tenuto in considerazione nel giudizio finale. Il suo asso nella manica: la macchina fotografica, con cui immortala scene di ogni tipo, dall’assalto alla ragazza dei Pretzel, alle espressioni insolitamente piegate dalla birra di taluni colleghi che mai avremmo pensato fossero dediti all’alcolismo.
Oliviero Toscani. 6,5.
SOAVE:
Si impossessa abilmente della macchina fotografica del Greg nei momenti di défaillance di quest’ultimo, ed immortala scene che hanno reso irripetibile la vacanza.
Meriterebbe un premio solo per questo, purtroppo la sua avventura non si ferma a questo.
Beve senza ritegno, rimane vittima di un delirio di onnipotenza quando mette mano sulla macchinetta, insulta gratuitamente il Tonina, sottoponendolo ad un interrogatorio compromettente, inneggia alcuni cori del Trento e viene immediatamente ripreso e zittito dall’Albino, lapidario.
Finisce la serata in camera sua, accanto alla stanza di Sacchi, dove è co-protagonista di schiamazzi notturni e rumori molesti fino a tarda notte.
Ipse dixit:
“Tonina sei noioso”
“Tonina ti sei mai drogato in vita tua?”
“C’è un Ivano che vuole sapere…”
Irrecuperabile. 6/7
TRASH:
Per tutta la vacanza si pone come paladino della complicazione linguistica, al suono delle sue perifrasi con “diversamente” prima di qualunque aggettivo. E’ in grado di insultare senza accorgersene qualunque persona si trovi incautamente a portata, soprattutto se provvista di pettinature eccentriche.
All’HB si fossilizza sulla lingua francese, tentando disperatamente l’approccio con una ragazza nordica. Memorabile la conversazione di mezz’ora con il “Gentil signore della macchinetta delle sigarette”, un nobiluomo teutonico, col suo spiccato accento bavarese, e con rare inflessioni che tradivano le sue origini probabilmente scandinave. La conversazione tutta incentrata sul basso ventre è un raro esempio di come la cavalleria ancora esista da qualche parte, benché nascosta e dissimulata bene. Molto bene, nel caso in questione.
Al DLR fa una cosa sola degna di nota, ma la fa molto bene: si attarda qualche minuto al bagno e rimane chiuso dentro una specie di bunker, con recinti, filo spinato, telecamere e cecchini pronti a sparare a vista.
Principe delle cazzate. 9.
